Museo delle Mura

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Home > Mostre > Pechino 2008: il... > Huang Rui. Note Biografiche

Nato a Pechino nel 1952, Huang Rui è uno dei più importanti artisti dell’avanguardia cinese. In seguito alla Rivoluzione Culturale ha vissuto in Mongolia fino al 1975 lavorando come bracciante agricolo. Si è poi trasferito a Pechino, dove ha lavorato in una fabbrica di cuoio fino al 1979.
Huang Rui vive dunque la sua giovinezza in un periodo di inasprimento ideologico e di restrizione alla libertà di espressione personale, mentre l’unico canone artistico ammesso dal governo è quello del realismo socialista. La sua formazione è quindi autodidatta: solo dopo il 1976 (anno della morte di Mao) inizierà una sua attività pubblica come artista e operatore culturale.
Nel 1978 pubblica la rivista Jian Tian (Oggi), la più importante del periodo post-Rivoluzione Culturale. Sempre in questi anni Huang Rui fonda, insieme a Ma Desheng, Yan Li, Wang Keping, Yang Yiping, Qu Leilei, Mao Lizi, Bo Yun, Zhong Ahcheng, Shao Fei, Li Shuang e Ai Weiwei, il gruppo Xing Xing (Le Stelle): si tratta della prima significativa esperienza di arte contemporanea in Cina. Le Stelle credono nella possibilità di un’arte d’avanguardia indipendente dalle Istituzioni, libera espressione dell’individuo, provocatoria e dissenziente dagli stilemi ufficiali. Risale al 1979 la loro prima esposizione pubblica, subito chiusa a causa della censura. Nelle opere esposte il rifiuto del realismo socialista è netto, a favore invece del Modernismo occidentale, mentre i temi e i soggetti sono esplicitamente politici e sociali. Tra manifestazioni, performance, incontri e dibattiti, la militanza artistica delle Stelle prosegue con difficoltà crescenti fino al 1983, anno in cui il gruppo si scioglie.
Nel 1984, impossibilitato a proseguire il suo lavoro in Cina, Huang Rui sceglie l’autoesilio in Giappone, dove è rimasto per più di dieci anni, continuando a svolgere una ricerca molto radicale e personale. Tra gli anni Ottanta e Novanta, sue importanti mostre personali si svolgono a Tokyo, Osaka, Parigi e Berlino.
Risale al 1992 il primo tentativo di tornare a esporre nella capitale cinese, subito fallito per la cancellazione della mostra personale dell’artista inizialmente prevista all’International Art Museum. Solamente nel 2001 l’artista è tornato a Pechino, godendo di una relativa libertà e di uno spazio operativo per il suo lavoro.
Nel 2002, l’artista ha scoperto il grande complesso industriale del 798, nel distretto di Dashanzi, ormai in disuso: Huang Rui è stato il promotore di un recupero di questi spazi come studi per gli artisti e sale espositive per l’arte contemporanea, realizzando così il 798 Art District, il più importante centro di produzione artistica in Cina. Nel 2004 inoltre, l’artista diventa il principale organizzatore dell’importante Dashanzi International Art Festival, arrivato ormai alla quarta edizione. Nell’aprile 2006 presso la galleria Chinese Contemporary di Pechino si è tenuta la prima esposizione personale di Huang Rui in Cina, rimasta aperta al pubblico ma comunque censurata dal Dipartimento della Cultura.
Lavorando di volta in volta su pittura, installazioni e performance, Huang Rui ha indagato sull’identità culturale cinese in rapporto alla storia degli ultimi decenni, in stretto dialogo con le neoavanguardie occidentali. Le sue opere sono spesso una riflessione sui concetti di testo-scrittura e di numero, entrambi sistemi di codificazione culturale di cui l’artista attiva un doppio significato, simbolico e iconografico, legato anche ai linguaggi della comunicazione di massa. Se il legame con la storia e la società contemporanea è una componente importante del lavoro di Huang Rui, altrettanto fondamentale è l’attenzione per l’individuo, e per i singoli individui che della storia stessa sono i protagonisti.

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